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12/07/2018

È un Uccello! È un aereo! No! È un Superager!








Tutti temiamo l’invecchiamento e con esso la paura di perdere la propria acutezza mentale. Infatti si tende a credere che le prestazioni mentali peggiorino con l’età. Esso è vero ma non inevitabile.







La Neuroscienza ha coniato un nome: “Superagers”. Sono persone tra i sessanta e gli ottant’anni il cui cervello è simile a quello di un venticinquenne.
Secondo alcuni neuro scienziati, ci sono alcuni indizi di come le persone potrebbero aumentare le proprie possibilità di diventare “Superagers”. Il segreto: impegnarsi a fondo in qualcosa di specifico.
I giochi per la mente come il Sudoku o le parole crociate, non sono sufficienti per restare attivi. Bisogna trovare qualcosa di davvero complicato su cui lavorare, qualcosa che metta sul serio alla prova il cervello, fino ad arrivare a provare anche fastidio, stanchezza.
Le recenti ricerche dimostrano che i cervelli dei Superagers sono diversi da quelli dei normali anziani: il sistema limbico, la corteccia cingolata e il lobo dell’insula anteriore che in normali anziani si assottigliano, nei Superagers rimangono spesse, proprio come nei giovani.
La chiave sembra stia nello svolgere attività vigorose fisiche (nuotare) e mentali (parlare una nuova lingua o suonare uno strumento). L’importante è farlo con tenacia, passione e costanza. 
Potrebbe essere difficile ed estenuante ma sicuramente ne vale la pena.



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